Tutto incominciò in Persia nel 1957, quando da:

REZA PAHLAVI
REZA PAHLAVI
Scià di Persia

STEMMA DINNASTIA PALHAVI
E

MARIA GABRIELLA DI SAVOIA
la Principessa
MARIA GABRIELLA
di SAVOIA

il 12 del mese di Novembre nacqui io

MONHUD PALHEVI SAVOIA  GARRO
MONHUD
PALHEVI SAVOIA GARRO

 

 

ATTENZIONE MONITO

 

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Foto scattata il 28.04.2016

 

Su questo stesso mio sito è possibile leggere una mia precedente “Lettera di Posizione”, nella quale ho lanciato un messaggio di monito a quanti agiscono da padroni della mia storia personale e dei miei capitali, conoscendo la verità sull’identità della mia persona, dei fatti legati alla mia nascita di figlio Primogenito dello Shah di Persia Reza Pahlavi e di Gabriella di Savoia e dei diritti conseguenti di dinastia, - confermati dalle consacrazioni ricevute ed anche dai segni simbolici incisi sul mio corpo – e di erede dei beni appartenenti a mio padre in forza delle leggi dello stato islamico della Persia e dei diritti internazionali.

Anche in questi giorni si stanno eseguendo spostamenti di capitali a me appartenenti a livello finanziario internazionale. Ci sono nazioni che vorrebbero proclamata la mia esistenza e rispettati i miei diritti, ed altre, con l’avvallo di gruppi finanziari internazionali ebraici, mussulmani e massonici di varie appartenenze etniche ancora pretendono di ignorare la mia persona e le volontà da me manifestate sulla destinazione dei capitali di cui sono proprietario come erede.

Rimetto la mia persona, situazioni e vita tutta nelle mani dell’Unico Altissimo e Onnipotente, affinché si compia in me il suo ammirabile disegno di amore, di salvezza e beatitudine eterna, secondo a sua provvidente misericordia.

Gesù, Signore e Giudice supremo di tutti gli uomini e della storia, nell’ultimo giorno della risurrezione, sia misericordioso con me e mi porti nel suo Regno beato. Il “Misericordioso”, se questo è il suo volere, conceda anche nella sua misericordiosa giustizia, che i miei diritti vengano rispettati e i “poveri” dell’Africa e del mondo intero vengano soccorsi e sollevati dalle loro angustie dalle donazioni che riceveranno dalle mie elemosine.

L’Onnipotente Creatore ed Unico Signore tutto vede e sostiene, e “nulla sfugge alla sua mano”; Egli farà compiere a Maria, madre di tutte le madri, quanto da me scritto nella precedente lettera di posizione e concederà al suo Cuore Immacolato, tutto amore come quello di Gesù, Figlio dello Spirito Santo e suo, di regnare nei cuori di tutte le singole persone, famiglie e nazioni, annientando tutto il potere di Satana e dei malvagi. Allora non vi saranno più soprusi e guerre, ma solo pace, giustizia, rispetto e amore; tutti vivranno nella Carità di Dio come veri fratelli di Gesù Signore.

Desidero e prego che Tutto questo si avveri presto. Coloro che sono sottomessi al Clemente, appartenenti sia al mio popolo che alle nazioni tutte sulla terra, lodino e preghino l’Onnipotente Misericordioso con me.

L’uomo giusto e santo, Giuseppe, sposo di Maria e custode di Gesù, verrà in soccorso degli uomini umili e buoni, li proteggerà ed aiuterà ad essere giusti come lui ed a supplicare così l’Altissimo:

 

“Mio Signore e mio Dio, togli da me quanto mi allontana da te.

  Mio Signore e mio Dio, dammi tutto ciò che mi conduce a te.

  Mio Signore e mio Dio, toglimi a me e dammi tutto a Te”.

 

Confido e spero, in attesa della certa Venuta del glorioso Signore Gesù, che lo Spirito Santo mi conceda, per la sua grande misericordia, di prepararmi a comparire davanti a Lui per sentirmi dire con tutti i giusti ed i santi: “Venite benedetti del Padre mio a possedere il Regno  di beatitudine eterna preparato per voi fin dalla fondazione del mondo”.

 

Ivan Josef Palhevi Savoia Garro (Monhud)

 

 

Medjugorie, 25 marzo 2016 -  Messaggio di Miriam, Madre di Gesù.

 

"Cari figli! Oggi vi porto il mio amore. Dio mi ha permesso di amarvi e per amore invitarvi alla conversione. Figlioli, voi siete poveri nell’amore e non avete ancora compreso che mio figlio Gesù per amore ha dato la Sua vita per salvarvi e per donarvi la vita eterna. Perciò pregate figlioli, pregate, per poter comprendere nella preghiera l’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

 

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Palhevi Savoia Josef Monhud


INFORMAZIONE PREVIA:  Si avverte che questo sito Web www.lastoriaincredibile.org è sottoposto costantemente al bombardamento di virus ed è manomesso (difatti è possibile vedere solo la pagina iniziale e sono stati rimossi barra menù e siti connessi) da parti di enti e persone che vogliono impedire di far conoscere l’esistenza di quest’uomo, l’amore che ha verso il suo popolo Iraniano nel rispetto della volontà di Dio Onnipotente.

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NB. See the English Translation in the English Version of this Web site

Lettera indirizzata a Persone distinte e nobili del Popolo Iraniano
 
Carissimi miei Iraniani,
che la benedizione dell’Altissimo sia su tutti voi.

Da molto tempo ormai, tramite il mio sito internet, www.lastoriaincredibile.org ed altri mezzi ho cercato di mantenere il mio contatto con tutti voi. In alcune occasioni ho avuto riscontri a questi miei messaggi tramite situazioni impreviste e nei modi più disparati. Di questo rendo grazie all’Altissimo, perché sono dei segnali che dall’alto Qualcuno mi protegge e veglia su di me.

Adesso, con questo mio scritto, intendo rivolgermi a Voi, per un mio accorato appello in questo particolare momento in cui la situazione internazionale, attraversa un momento di gravissima crisi, sia politica che finanziaria. Già in precedenza ho preso posizione e sono intervenuto per difendervi da minacce e pericoli incombenti su di voi

Ogni giorno offro le mie sofferenze e le mie preghiere affinché il mio amato popolo sia risparmiato da gravi ed ulteriori calamità a motivo, anche ma non solo, di questa grave crisi internazionale.  Prego in modo speciale l’Altissimo soprattutto perché l’Iran venga risparmiato dal flagello di un’altra guerra con tutte le sue nefaste conseguenze. Sappiamo tutti infatti che, soprattutto in questi ultimi tempi, tale pericolo si è fatto particolarmente acuto ed evidente.

Vi posso garantire davanti all’Altissimo che, in forza anche delle mie preghiere e suppliche a vostro favore, questo pericolo, che era imminente, adesso non è più tale.  In questi ultimi tempi infatti avevo avvertito gravare su di me, sul mio corpo e spirito, e con particolare forza un peso ed un’oppressione mortali.  Adesso però, dopo tante preghiere e richieste, avverto che la protezione Celeste su tutti voi, miei amati fratelli, è molto forte.

Mi rivolgo a voi non solo come Vostra guida ma, in forza della consacrazione ricevuta e dei miei natali regali, come primogenito unico erede dell’immenso patrimonio della famiglia Phalavi. 
Non so quanto tempo l’Altissimo mi concederà ancora di vivere su questa terra. Riconfermo ora la mia volontà ultima, espressa più volte ed in più occasioni, di ripartire le mie ingenti sostanze a favore dell’umana sofferenza a partire proprio da quella della mia amata terra.

Al presente però, l’Altissimo, ai cui disegni e piani mi inchino reverente, permette che io sia  impossibilitato ad attuare in pieno le mie volontà. Come ben sapete sono oggetto, da molto tempo ormai, di una speciale oppressione da parte dei poteri forti ed occulti occidentali e non, che mi obbligano a vivere in una situazione di totale assenza di dignità e senza alcun supporto economico.  E mentre questi poteri della notte, che tengono occultati documenti riguardanti la mia identità e patrimonio, - voi siete in possesso di tanti originali di essi – cercano in tutti i modi di derubarmi delle mie ricchezze, privandomi dei miei diritti civili ed umani; mi costringono a chiedere la carità del cibo e di un tetto, per non soccombere.

Nonostante tutto questo, non riesco a ricambiare il male con altro male. Anzi prego anche per loro perché so che l’Altissimo ha i suoi piani e soprattutto i suoi tempi e che la giustizia, anche su questa terra, arriverà e magari anche prima di quanto sia umanamente pensabile.

Che l’Altissimo vi faccia dono della sua Misericordia. Miriam e Gesù suo Figlio, nato da lei per opera dello Spirito Santo, vi proteggano e guidino sulla via della Santità e Giustizia.

Il Consacrato

(firma: Phalavi)

 

 

NOTA DI INFORMAZIONE

 

Io, Pahlavi Savoia Garro ho notato che una chat line viene attivata sul mio account di posta elettronica, ovviamente a mia insaputa; in essa si cerca di far credere che sia il sottoscritto ad avvallare quanto vi viene scritto o detto, simulando come provenienti da me situazioni aberranti agli occhi Di Maria, Madre di tutte le madri e di Allah il Misericordioso.
Tale informazione mi è pervenuta da un mio caro amico esperto in informatica.

Seguo con apprensione i fatti che avvengono nei Paesi Islamici ed intensifico la mia preghiera per la giustizia e la pace nella linea che avevo espresso nel mio precedente comunicato: “...di essere disponibile a dare il mio contributo di preghiera e di benedizione a tutto l’Islam, affinché viva ancor più -nella sottomissione al Misericordioso ed Onnipotente- la lode ad Allah e la misericordia piena d’amore per ogni uomo, specialmente verso i poveri ed i sofferenti che vanno aiutati dai principi e dai governanti. Soprattutto prego e desidero che ogni uomo conosca e viva la sua dignità di sottomesso al suo Clemente Creatore e di essere e vivere come fratello in umanità con gli altri uomini”.

Mi conforta constatare che le forti prese di posizioni per i cambiamenti in favore dei “poveri e bisognosi del popolo” sono da voi attuate con senso di sottomissione ad Allah e cercando di non spargere sangue fraterno, usando modi ed azioni il più possibile pacifici, senza cedere alle intrusioni di poteri esterni che vogliono violenza e disordine, come in Iraq.  

Colgo l'occasione, quale Consacrato, di benedire, unito alla passione di Maria, Madre di tutte le madri, il mio amato popolo; ogni giorno prego e benedico sia il popolo iraniano ed anche i suoi nemici presenti specialmente negli USA e in Israele.Ovviamente le mie benedizioni per il popolo iraniano sono rugiada e manna, poiché il mio popolo è in linea con Allah, il Clemente;ma sono una mannaia per tutti coloro che negli USA ed in Israele sono asserviti a Satana. 

Pahlavi Savoia Garro

 

Le note qui scritte sono state redatte come risposta ad un messaggio ricevuto.

 

Egregio Signor Sergio,

la ringrazio per il suo messaggio gentile come segno di incoraggiamento, appoggio e condivisione. Le porgo gli auguri di Felice Anno Nuovo 2011.

Dato che lei ha espresso il desiderio di conoscere qualcosa di più dellamia “vicenda”,mi sono messo a scrivere qualche informazione degli sviluppi avvenuti dal 2007 fino ad oggi.

 

Premessa

“Sono ancora vivo e pienamente cosciente di chi sono e desideroso di essere di aiuto alla pace ed al benessere prima di tutto del mio caro popolo Iraniano, che benedico di cuore e nel nome di Allah attendo che venga presto il momento di essere da loro ufficialmente riconosciuto come consacrato secondo l’Islam e come “Messaggero e Portatore di Pace” tra l’Oriente che teme e adora Allah e l’Occidente che teme Dio e segue Gesù Cristo. Nelle mie lettere e nei contatti che si intrattengono a mio nome e per me con le Autorità Religiose e Civili del mio popolo ho espresso ripetutamente di essere cosciente della mia dignità e compito di Shah e di essere disponibile a dare il mio contributo di preghiera e di benedizione a tutto l’Islam, affinché viva ancor più -nella sottomissione al Misericordioso ed Onnipotente- la lode ad Allah e la misericordia piena d’amore per ogni uomo, specialmente verso i poveri ed i sofferenti che vanno aiutati dai principi e dai governanti. Soprattutto prego e desidero che ogni uomo conosca e viva la sua dignità di sottomesso al suo Clemente Creatore e di essere e vivere come fratello in umanità con gli altri uomini.

 

SONO NESSUNO POLITICI, MAGISTRATI, SERVIZI, BANCHE…CONTRO.

Lo Stato Italiano è finalmente riuscito a rendermi NESSUNO facendo togliere ogni traccia della mia vera identità dall’anagrafe civile di Cuneo e Peveragno, da quellatributaria, dal tribunale dei minori di Torino, dai Tribunali e dalle Questure e Prefetture, nonché dagliuffici dei Carabinieri. E’ stata fatta accuratamente una pulizia a tappeto. Ed anche le banche non sanno che esisto: Banca d’Italia, BRE, San Paolo Intesa. Non solo non esisto come Palhevi Savoia Garro, ma non è mai esistita l’omocodia Tassone Ivano - Palhevi Savoia Garro, che è invece stata riscontrata in varie interrogazioni all’ufficio delle entrate, (come testimoniato dai documenti del procedimento penale n° 634/2000R.G. della Procura di Mondovì) e da altre interrogazioni eseguite altrove, come pure alla Banca d’Italia che citano: Tassone Ivano De duobus unum Palhevi Savoia Garro;

non esiste traccia, almeno così dicono a me, ed hanno tolto ogni possibilità di accesso a questi dati.

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LA FAMIGLIA TASSONE

La famiglia di Eugenio e Eliodoro, che loro dicono che è la mia legittima, non si interessa più di me, ormai mi hanno tolto tutto, anche la decima del testamento che mi spetterebbe, se fossi figlio di Eugenio. Lucia ha sempre sostenuto che io non sono assolutamente figlio di Eugenio e neppure suo. Non ho più un soldo e mi devono mantenere altri che hanno cuore buono e caritatevole.

Non mi è possibile trovare lavoro, non perché non abbia voglia di lavorare, ma perché tutti sanno chi sono. Ho provato anche un lavoro duro per un mese, ma poi non mi è stato più permesso di continuare, anche se era mia intenzione guadagnarmi il pane con un lavoro manuale pure duro.

 

Per avere la conferma ufficiale che le cose stessero come scritto sopra mi sono presentato personalmente agli enti sopranominati e in tutti ho ricevuto la medesima risposta di routine: “non esiste nulla” della mia vera identità; e questo è stato attestato da loro con lettere che lo affermano.

 

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ITER GIUDIZIARIO

Mi permetto di riportare qui sotto alcuni stralci del carteggio da me inviato a Strasburgo come citati nel sito nella parte Tribunali Ricorso di Strasburgo.

“In questi giorni di Gennaio 2003 purtroppo, non posso fare riferimento a nessuna Autorità scolastica, sindacale, civile, politica, giudiziaria o di polizia, perché, come confermato dall'esperienza del passato, nessuno sembra potere o volere interessarsi al mio caso. Appurato ormai che si è arrivati addirittura a rifare e riscrivere i libri dei certificati anagrafici; ad occultare documenti legali; a far sparire articoli e notizie riguardanti il mio caso, così ora ho fondati motivi di ritenere che, organismi e persone di primaria importanza nello Stato italiano, stiano ostacolando chi intende raccogliere documenti riguardanti la mia persona.
Tali organismi e persone operano inoltre alacremente per manomettere i documenti.

Sono convinto che l'Unico, il Solo Onnipotente, il Signore del mondo, degli uomini e della storia ha sempre manifestato ed attuato verso di me, anche nelle vicissitudini che mi sono capitate, pensieri di bontà, attenzione e protezione. Fino ad ora, sottomesso alla parola e sostenuto dallo spirito del Misericordioso ho potuto sopravvivere tra arrogante disprezzo e indifferenza di persone che, calpestando la dignità di una persona e la volontà paterna su di lui e utilizzando i suoi beni con avidità si sono comportati come sciacalli, abbietti, schiavisti ed aguzzini, anche se appaiono integerrimi e stimati da tutti.Ma se costoro non si sottomettono all'Altissimo, mi toccherà constatare la realizzazione di quanto scritto nei proverbi di Salomone: "Non depredare il povero, perché egli è povero, e non affliggere il misero in tribunale, perché il Signore difenderà la loro causa e spoglierà della vita coloro che li hanno spogliati".

Quanto riportato mostra come le mie parole e previsioni fossero aderenti alla realtà in atto ed ora pienamente realizzatasi. Cercherò di riassumere per sommi capi il susseguirsi della mia storia incredibile. Vinto l’appello alla sentenza precedente che impediva di proseguire l’iter giudiziario di riconoscimento della mia identità, potevo proseguire la causa, ma ero senza soldi per pagare gli avvocati, che volevano cominciare tutto da capo, non tenendo conto dell’iter già fatto e inoltre con la prospettiva di cinque anni di attesa per la sentenza. Già il presidente dei giudici del foro romano aveva subdolamente usato la mia dichiarazione –costretta- di dire chi erano i miei genitori legittimi secondo lo stato italiano (vedi sito) per fermare la causa; mi domando cosa sarebbe successo alla fine dei cinque anni di causa giudiziaria?

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Sono vestito della Prima Comunione, che però non mi fu data perché Islamico

Quando la Corte di Strasburgo aveva richiesta a Torino informazioni su di me, il giudice incaricato aveva raccolto un dossier ed era pronto ad inviarlo alla Corte, rendendo quindi pubblica la mia situazione, arrivò da lui un inviato del Consiglio Supremo della Magistratura con l’ordine perentorio di consegnargli il dossier. Di fronte al rifiuto del giudice, l’inviato prese il dossier e lo portò a Roma. Il giudice protestò e per tale atto fu confinato per mesi in punizione in un ufficioa Roma e reso inavvicinabile.(cfr sito)

PASSAPORTO IRANIANO

Facilmente c’era tra i documenti oltre alla filiazione Garro, anche fotocopia del mio passaporto iraniano. Difatti da informazioni ambasciata iraniana in Roma risulta che tale passaporto era stato portato all’ambasciata stessa nella primavera del 1986, in una busta sigillata con ceralacca, da un poliziotto proveniente da Cuneo, con l’intenzione di consegnare definitivamente un tale passaporto alle autorità iraniane, sostenendo che non era valido. L’ambasciata aperto il plico e trovato il passaporto della mia identità di Shah Reggente,primogenito di Reza Palhevi, riconsegnarono invece il passaporto al poliziotto dicendo che era perfettamente valido ed autentico e che andava consegnato al suo proprietario abitante in Peveragno. Dopo tale risposta vari documenti furono bruciati dell’archivio della questura e non so ancora ad oggi dove sia finito tale passaporto.

FIRME E DELEGHE

Proprio dopo questi fatti ed in quel periodo, a 29 anni, fui costretto da un certo entourage ecclesiastico a subire violenze di vario tipo per cambiare il mio aspetto in quello di Eugenio e Lucia Garro. Fui isolato per circa tre mesi; mi videro da lontano ogni tanto girare per Cuneo, sempre in compagnia di una donna e sembravo completamente sotto farmaci. Quando rientrai nel mio lavoro ed ambiente, le persone non riconoscevano più la mia fisionomia, ero parecchio cambiato in viso e non riuscivano a capire cosa fosse successo. Durante periodi come questi impostimi in vari e differenti periodi della mia vita, mi sono state estorte firme varie per deleghe bancarie per operare sui miei capitali o per farmi rinunciare a diritti o somme di denaro che mi spettavano.

GRUPPO CALABRO-SICULO E IL TRAMITE

Nel 2007 ero senza lavoro, senza soldi, dovevo inoltre lasciare il posto in cui ero ospitato e per tentare una soluzione accettai l’aiuto offertomi da un gruppo di potere che si diceva capace di trovare miei documenti e di forzare il muro di gomma che impediva a me di rendere pubblica la mia vera identità e di accedere ai miei capitali. Fui portato da un avvocato di Messina, dove potei veder documenti che mi riguardavano, un originale di mio nonno Umberto II che dichiarava la mia identità e titoli annessi, dati bancari che mi riguardavano. Rimasi per circa 2 mesi nell’isola di Vulcano. Per documenti e varie spese furono versati varie decine di migliaia di Euro da persone che mi erano vicine e che mi aiutano. Un individuo faceva da tramite con questo gruppo, i cui componenti nella speranza di avere una buona somma come ricompensa si erano dati da fare per venire a capo della mia faccenda. Tutto finì improvvisamente per il comportamento del tramite.

Questi rientrò di nuovo in scena per offrire i suoi servigi, e dietro minacce e sotterfugi mi fece firmare vari atti ed anche una delega per operare in banche. Ma costui fino ad oggi non ha consegnato né a me, né a coloro che hanno dato soldi per me copia o documento alcuno e non ha restituito nulla dei soldi presi.

CINA E VATICANO

Da lui fui poi presentato ad un Signore di Torino che conosceva il mondo cinese e dopo alcuni mesi potei contattare un Emissario del governo cinese che mi assicurava, essendo essi una nazione potente, che avrebbero patrocinato la mia causa. Andai due volte al consolato cinese di Milano per fare la pratica visto per la Cina. Furono fatti vari progetti di aiuto, furono dati a nome loro ad un importante avvocato di Milano, che ha la fiducia del governo cinese, fotocopie di tutti i miei documenti. Gli avvocati ed l’Emissario del governo cinese fecero contattare mia madre la principessa Gabriella -conosciuta in oriente come madre dell’imperatore- avvisandola che dai tabulati finanziari in loro possesso ella era l’ amministratrice di fondi Phalevi e le chiesero come mai avesse un tale potere e se fosse lei la madre del primogenito di Reza Phalavi.

I cinesi vollero che io fossi esaminato da uno psichiatra di Brescia di fama internazionale, nonché psichiatra operante nel Vaticano. Dovetti recarmi per due volte nel suo studio portando come anche i risultati della ricerca sul mio DNA eseguita in due studi di Medicina forense di Pavia e di Parma.

Mi permetto di dare una descrizione dei risultati: “Le indagini del DNA, fin dal primo ciclo di ricerche, hanno evidenziato marcatori estranei alle persone di geni esclusivamente europei (come era vantato dai genitori affidatari). Ma in particolare modo hanno evidenziato la forte presenza di marcatori medio-orientali (9 su 14) sia riconducibili al nonno paterno Palhavi che alcune basi asiatiche, riconducibili alla parte “mongola” della nonna materna.…L’indagine mitocondriale ha dato risultato solo ed esclusivamente europeo nella totalità dei marcatori (14) come riscontro univoco di una madre europeae di un genitore di origine medio-orientale tipici delle tribù seminomadi (a dire del medico) che si spostavano dal Caucaso agli urali”.

Fui esaminato in conferenza ed il risultato fu che non ero malato. Mi si diceva che tramite questo psichiatra si era riusciti ad avere l’appoggio del Vaticano alla mia causa e soprattutto a trovarmi una sistemazione adatta, dovendo lasciare l’alloggio dove mi trovavo. Fui accompagnato a Roma, dove mi fermai per tre giorni. Lo psichiatra mi diceva di essere in contatto con autorità vaticane -e lo era realmente- che, avendo egli un alloggio disponibile in vaticano per i suoi frequenti soggiorni di lavoro, avrebbe cercato di sistemare anche me in Vaticano. Lo vidi alcune volte, sempre con appuntamento in piazza San Pietro. Trascorsi tre giorni, non riuscendo a superare le opposizioni incontrate, mi disse di tornare dove abitavo. L’Emissario di Hu-Jintao e lo stesso psichiatra mi assicuravano che il Vaticano era d’accordo nell’aiuto prestatomi e che il Papa stesso era a conoscenza della cosa. Con l’appoggio dello Stato vaticano e Cinese sarei arrivato ad una conclusione. Mi fidai di loro e sempre sull’incarico dell’Emissario fui prelevato, con tutti i miei documenti e oggetti personali, dallo psichiatra e dal Signore di Torino nel luogo dove mi trovavo e venni portato a Brescia in un albergo e poi in un residence, sempre a spese, mi si diceva, dell’Emissario della Cina. Ero seguito da uno psicanalista ed il dottore psichiatra mi somministrava medicine, che vidi in seguito erano psicofarmaci pesanti e destabilizzanti. Dopo mesi di attesa estenuante senza che ci fosse spiraglio di soluzione, ma indotto a firmare documenti in cui avrei lasciato la gestione dei miei capitali a loro, cosa che non accattai, fui allora mandato via. Il mio passaporto e cartellino codice fiscale non mi sono più stati restituiti e non so quale fine abbiano fatto o se per caso qualcuno abbia interesse a tenerli con sé.

ALLO SBANDO

Non potendo ritornare dove ero ospite -quando fui prelevato dallo psichiatra che lavorava in Vaticano- mi rivolsi alla Charitas di Cuneo, non sapendo dove andare ed essendo soprattutto in uno stato pietoso di salute e terribilmente rovinato dai farmaci somministratimi in quei mesi. I di essa responsabili, vedendo il mio stato, telefonarono allo psichiatra chiedendo spiegazioni: questi rispose che ero pieno di soldi e che facevo il barbone di lusso. Avendo io dichiarato il motivo per cui ero stato nelle sue mani, fu a lui richiesto se ero Palhevi Savoia. Rispose -lui che aveva visto bene il mio DNA- che non sapeva nulla sulla mia identità.

CONCLUSIONE

Caro Signor Sergio a me viene da pensare che tutti costoro che si oppongono alla mia identità siano essi stessi matti se si concedono il lusso di perdere tempo per uno che non sanno chi sia. Le mie firme sono sempre valide quando si tratta di usare la mia persona per disporre dei miei capitali; quando chiedo di avere qualcosa per me divento immediatamente un non affidabile, una persona che non ha diritto alcuno. Per fortuna che delle persone mi hanno aiutato a trovare un alloggio, dopo l’altro fino a quello attuale, mi hanno fatto seguire da medici e mi sono ristabilito. Ma lei comprende come sia terribilmente schiacciante una situazione in cui molti sanno, ma qualcuno decreta che io non posso vivere una vita normale con una abitazione ed un’indipendenza economica almeno. E in più vieni a sapere che altri manipolano per te i tuoi capitali e non puoi disporre neppure di una briciola di essi o darli ai poveri, come da me stabilito e promesso. Esiste inoltre un mio testamento notarile che lascio tutto ai poveri, tramite un’associazione di aiuto e pace..

Confido in Dio, che prego sempre ed al quale come islamico sono sottomesso; mi affido e prego tanto Maria Rosa Mistica per me e per la Pace e l’armonia di tutti i popoli e soprattutto tra Cristiani e Islam.

Attendo che io possa svolgere presto il compito che dall’alto mi è stato affidato. Perdono e benedico tutti, anche quelli che mi hanno offeso e soprattutto mia Madre Gabriella di Savoia, che soffre terribilmente per questa situazione e non riesce ad aprirsi alla carità ed alla misericordia di Dio ed a riconoscere o almeno far aiutare suo figlio.

Termino qui e la ringrazio per avermi contattato. Veda lei se vuole far pervenire questa mia ed i miei sentimenti a mia Madre a Ginevra. Lì c’è anche il Nunzio Vaticano presso l’ONU dei diritti umani, che conosce molto bene il mio caso e mia madre pure.

Il Signore Gesù e Maria Rosa Mistica benedicano e accompagnino lei e la sua famiglia.

Ivano Phalevi Savoia Garro”

REZA PAHLAVIhttp://www.lastoriaincredibile.org/home_clip_image013.gif

Alcuni anni fa sono passati nel luogo dove ero ospitato, sia all’andata che al ritorno a San Giacomo di Compostela, degli usseri con i loro cavalli e carri. Uno di questi eraprofessore di storia. Appena vide le mie orecchie modificate in modo particolare mi disse “Lei è il primogenito dello Shah dell’Iran; questa è la prassi per segnalare a tutti il primogenito.” Io stesso che non aveva mai incontrato questa persona fui sorpreso della cosa, come pure tutti gli amici che hanno ascoltato tale affermazione.

 

LETTERA DI POSIZIONE


Il sottoscritto Josef Monhud Palhevi Savoia nato a Teheran il 12 11 1957, primogenito legittimo dello Shah Aryamehr Reza Pahlavi e di S.A.R. Savoia Maria Gabriella, consacrato a Dio l’Altissimo con la funzione sacra:” Masila Mint”. Dai segni ancora visibili sul mio corpo che traccerebbero una stola sacerdotale e dalle caratteristiche della mia persona si può ipotizzare una mia funzione di preparazione al regno del Signore che viene.

Io, quale legittimo erede del patrimonio Pahlavi
(incommensurabile) destinato ai poveri, per mia precisa volontà,
mi dissocio apertamente da tutti gli appartenenti alle logge massoniche, in quanto dal terzo grado in poi negano che Gesù Cristo è la Parola di Dio venuta nella carne e quindi sono con Satana.In particolare mi rivolgo a Dio l ‘Altissimo, allo Spirito Santo, a Gesù Crocifisso, a Maria Santissima e a S. Michele Arcangelo, protettore potente dei re di Persia (Daniele 10,13) e condanno scopi e metodi della Massoneria, in modo particolare della potente massoneria israelitica che a suo arbitrio gestisce i miei capitali arrogandosi diritti che non le sono stati demandati; in pari modo, nel nome dell’Altissimo, metto in guardia la potente massoneria Iraniana, subalterna solo a quella israelitica, la quale non segue, per quanto mi riguarda né i precetti dell’Altissimo né quelli del Corano, ma unicamente i dettami di Satana, alla cui obbedienza sono sottomessi tutti i massoni dal terzo grado in poi.

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Quale legittimo erede al trono dell’Iran, da me mai desiderato, mi rivolgo fermamente ogni giorno a Dio a Maria Santissima, a Gesù Signore per ottenere comunque ciò che mi spetta di diritto.

Badate bene, logge massoniche, basta un solo cenno da parte dell’Altissimo e il vostro capo, i suoi alleati e voi, quali adoratori di Satana, sarete spazzati via come granelli di sabbia del deserto da un solo sguardo, da un solo soffio dell’Immacolata Maria, Madre del Signore e di tutte le madri.

 

Ora mi rivolgo a Dio Padre, al Signore Gesù,
allo Spirito Santo, a Maria e chiedo Giustizia
per me e i poveri.


O Spirito Santo ispiraci, Amore di Dio consumaci,Maria Madre nostra soccorrici, con Gesù e con Giuseppe benedicici, da ogni male, da ogni illusione,da ogni pericolo preservaci”.



Josef Monhud Palhevi Savoia Garro

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LETTERA APERTA



Ho avuto la “consacrazione” Masila Mint (lingua ismaili) che significa “colui che ascolta e conosce le cose nascoste”.

1)Sono nato a Teheran il 12-11-1957, primogenito legittimo dello Shah Aryamehr Reza Pahlavi e dell’allora diciassettenne principessa Savoia Maria Gabriella.

2)L’infanzia e la giovinezza le ho trascorse in Italia, a periodi anche in Iran, dove avevo scarsi contatti con mio padre. Mi ritengo molto diverso da lui; egli amava certamente il suo paese, ma, a differenza di me, gradiva apparire e questo, a mio parere, toglieva un po’ all’essere. Penso che avesse parzialmente dimenticato che un re deve servire il suo popolo e pensare poco o nulla agli svaghi personali, mentre mio padre metteva troppo al centro se stesso.

Per quanto riguarda mia madre, beh… una donna che al sottoscritto, all’età di 9 anni circa, fa togliere con un’operazione dal corpo del figlio i segni identificativi e di dignità regale e impone la plastica facciale, col solo scopo di renderlo dissimile dalle notevoli somiglianze col suo vero padre, credo si sia autodefinita,…

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Sorriso vivo e gioioso, volto sereno

   

Sorriso spento. Perché?



Cari miei Iraniani
, ( e amici lettori),vi spiego con questo mio scritto chi è Josef Monhud Palhevi Savoia a 49 anni e cosa desidererebbe.

Sono vissuto in modo melanconico, come fossi rifiutato da entrambi i genitori, anche se riconosciuto quale legittimo erede e primogenito;

la mia affiliante Anna Lucia mi amava molto e spesso, finché in vita, mi ripeteva:”Non sei mio figlio, ma sai quanto vorrei che il mio unico figlio assomigliasse a te, remissivo, obbediente, solo poco comunicativo e dall’espressione sempre melanconica,..”

Dal canto mio ero legatissimo a Lucia, non certo a mio padre Aryamehr o a mia madre Maria Gabriella, che mai hanno accettato che vivessi accanto a loro, soprattutto perché, a mio parere, non rispondevo a certi canoni ipocriti, interessati più all’apparire che all’essere.

Grazie all’aiuto di Maria, potente ed umile Madre di tutte le madri, e ad ALLAH, l’Altissimo, cui sono consacrato, desidero con tutto il cuore veder riconosciuta la mia vera identità, che in Italia sempre è stato risaputa da molti, soprattutto nella giustizia e nel governo, ma viene nascosta come il segreto di Pulcinella.

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Nella mia vita ho subito maltrattamenti al limite dell’inverosimile. Gli ultimi tre anni di vita sono stati per me colmi di sofferenze e difficoltà: mi sono state imposte vessazioni e oppressioni di tipo psicologico ed emozionale. Sapevo suonare perfettamente il pianoforte, parlavo e conoscevo il palhevi ed il farsi, sono stato obbligato a subire interventi ipnotici e bloccanti, per lunghi periodi, e così ho perso la capacità di suonare il pianoforte, di parlare la lingua paterna ed anche sono stato reso incapace di ricordare molte cose. Anche negli ultimi anni ho sofferto parecchio per l’isolamento, la mancanza di un lavoro professionale, che avevo prima, ma soprattutto per la lontananza da Lucia ed infine per la sua morte.

Arrivato per alcuni giorni di raccoglimento e preghiera in un monastero, fui rapito; la denuncia, sia da parte mia che dei monaci, per tale violenza subita, non é stata minimamente presa in considerazione dalle autorità d’ordine e giudiziarie e successivamente archiviata senza sopralluoghi o verifiche con gli interessati. Oso dire che in questa vicenda sono stato trattato come fossi io l’indagato, come non degno di essere creduto sul fatto successo, ma come un pazzo per aver affermato di essere quello che sono in realtà.

Sempre, presso le autorità civili, di ordine pubblico, giudiziarie, bancarie si è usato e si usano tutt’ora con me due pesi e due misure: se affermo, firmo….. ciò che a loro fa comodo, risulto capace d'intendere e di volere, se affermo o dico cose che loro non vogliono sentire, sono un mentecatto, incapace di intendere e volere.

Tale comportamento è stato tenuto nei miei confronti dai carabinieri in occasione del sequestro ed ancora oggi nelle banche e negli uffici si dice che io sono un pazzo. (Sono ritenuti e detti tali anche coloro che mi sostengono e mi aiutano). Potrei portare vari esempi di soprusi subiti nelle banche stesse, che sanno molto bene la mia identità ed i miei diritti, ma preferiscono non darmi informazioni e lasciano che persone a me vicine abbiano patrimoni immensi,(tutti provenienti dal loro rapporto con la mia persona come ha affermato ripetutamente l’affiliante Lucia davanti a testimoni). Miei capitali e conti distribuiti in varie banche... BRE, Banca di Novara, San Paolo, UBS ...sono tutti passati a loro o ad altri; a me hanno lasciato niente. Dico questo solo per la verità dei fatti e giustizia verso i poveri cui sono destinati.

Il testamento della mia affiliante dichiara erede unico ed universale il suo unico figlio, mentre in banca sono arrivate lettere di Lucia che donava tutto al sottoscritto, documenti consegnati al giudice con dichiarazioni da lei firmate attestanti che io non sono figlio suo, ma che lasciava a me tutti i capitali suoi, in quanto erano miei.

Attualmente per le Banche ed Autorità Statali io avrei intestato solo un piccolo conto bancario conpochi euro, mentre i parenti di Lucia hanno somme ingenti e pagano varie assicurazioni con bonus annuo di 60.000 €, e, perfino un’assicurazione di un milione e più di Euro.

Ho chiesto alle banche quale interdizione è stata emanata nei miei confronti, da quale giudice e perché. Attendo una risposta adeguata e convincente.

Per me tale comportamento è “ ingiustizia”, violazione del diritto alla trasparenza bancaria, tanto solennemente proclamata; è “appropriazione indebita”, per non dire altro , di denaro altrui.

Il DNA di mia madre, Savoia Maria Gabriella, a causa di un processo in Francia è stato reso pubblico su un sito internet. A mia volta, in due istituti pubblici, mi sottoposi a Perizia Genetico-Forense, con quattordici risultati “Genotipo”, (quattro di essi corrispondono ad alti valori “asiatici") ed, inoltre, ebbi i risultati dell’esame mitocondriale. In presenza di testimoni, dei due DNA, mio e di mia madre, mi si fece vedere la comparazione, dalla quale si desunse che sono figlio della Principessa Savoia Maria Gabriella.

Non c’è nessun sordo peggiore di con vuol udire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Penso che saranno capaci anche di falsare i DNA, dopo aver falsato altre cose che mi riguardano.

Vi potrò dare notizia fra breve del risultato del ricorso d’appello presentato dai miei avvocati.

L’ultima sentenza che riflette l’atteggiamento ingiusto tenuto nei miei confronti è anticostituzionale e contro i diritti più fondamentali dell’uomo, (proclamati con forza da ONU e UE), sostenuto dall’artificio cattivo usato per impedirmi di raggiungere la mia identità in modo legale. Dai documenti che sempre le autorità consultate hanno ammesso esistenti, risulta la mia identità, ma sempre hanno rifiutato (perché?) di consegnarmeli.

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Carissimi miei Iraniani e lettori, come avrete letto nel sito le mie precisazioni sulla prima Comunione e Cresima, esse non mi sono mai state conferite, perché islamico e non battezzato.

Cortesemente quindi mi rivolgo a voi perché finalmente mi sia fatta giustizia; aiutatemi ad entrare in possesso della mia dignità di uomo, della mia regalità, alla quale non posso rinunciare quale consacrato, ed al mio incommensurabile patrimonio, che ricche famiglie dell’alta finanza mondiale, con la collaborazione di mia madre, gestiscono.

Desidero sottolineare che mai ho desiderato regnare, né lo desidero, ma auspico molto, grazie anche al vostro sostegno, di riuscire a devolvere questo patrimonio, (presente nella Alavi Foundation , Manhattan Bank Pahlavi Bank,.. ed in altre sedi), ai diseredati, agli oppressi, agli umiliati come pure io stesso sono stato spesse volte umiliato e lo sono tutt’ora.


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Un solo esempio per tutti: nella frazione di S. Lorenzo di Peveragno, Cuneo, ove ho lavorato per circa 10 anni in qualità di insegnante, alcuni avevano dislocato lungo il percorso stradale, per centinaia di metri, cartelloni con la scritta: "Torna da dove sei venuto!", riferendosi alla mia persona.

La mia affiliante mi ha difeso in quell’occasione come in tutta la mia vita da certi italiani ipocriti che amavano ripetere:”Sì, sì è buono, intelligente, ma è un islamico, un diverso,,…”

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Quante lacrime da bambino e quante sofferenze da adulto,… Tutti voi del mio popolo persiano e coloro che mi vogliono bene e mi sostengono siete da me affidati a Maria Madre di tutte le madri, potente umile, perché vi accolga tra le sue braccia quando sarete stanchi, oppressi o umiliati.

 

 

Josef Monhud Palhevi Savoia

josef@lastoriaincredibile.org